Lettori fissi

martedì 27 dicembre 2016

Poesie di Natale: Lo zampognaro (G. Rodari)

In genere imparare a memoria dei testi non mi ha mai entusiasmato, ma questa poesia di Natale, nella sua semplicità, mi ha sempre fatto commuovere, e lo fa tutt'ora.
L'ho imparata in prima elementare, e le poesie e le filastrocche imparate da bambini "giocando" sono quelle che restano scolpite nella memoria :-)

Per questo Natale vi lascio questa poesia di Gianni Rodari: Lo zampognaro

Se comandasse lo zampognaro che scende nel viale
sai cosa direbbe il giorno di Natale?
<< Voglio che in ogni casa spunti dal pavimento
un albero fiorito di stelle d'oro e d'argento >>.

Se comandasse il passero che sulla neve zampetta
sai cosa direbbe con la voce che cinguetta?
<< Voglio che i bimbi trovino, quando il lume sarà acceso,
tutti i doni sognati, più uno per buon peso >>.

Se comandasse il pastore del presepe di cartone
sai che legge farebbe, firmandola col lungo bastone?
<< Voglio che oggi al mondo non pianga un solo bambino,
che abbiano tutti lo stesso sorriso: il bianco, il moro, il giallino >>.

Sapete cosa vi dico io, che non comando niente?
<< Tutte queste belle cose accadranno facilmente,
se ci diamo la mano, i miracoli si faranno
e il giorno di Natale durerà tutto l'anno! >>.

Buone feste a tutti, credenti (e non) di tutte le religioni :-D

Sara

























Collana estiva

Che titolo altisonante per un regalo di Natale, vero? ;-)
Beh, ma visti i colori, non poteva che essere così!
Un delicato girocollo per mia cognata (la borsa del post precedente invece era, ora posso dirvelo, per la fidanzata dell'altro mio fratello) con la catena di base a cuori.
Pendenti in pietre dure nei toni del bianco e del rosa, piccoli cuori e piccoli cubetti.
Chiusura a monachella :-)
































































































































Semplice ed elegante, vero? ^_^

Al prossimo post,
Sara

venerdì 16 dicembre 2016

Borsa in feltro

Ciao a tutti,
finalmente siamo quasi a Natale, mi piace il periodo di Natale, preparare i regali, ma che fatica!
Ora ve ne mostro uno che sarà per...... eh, no, non ve lo dico! :-p :-p :-p
Si tratta di una borsa a "secchiello" in feltro grigio.
Chiusura con nastro in tinta e decorata con cuori sempre in feltro.
In alto un pizzo ecru e la tracolla con allacciatura "sportiva".
Ho ritagliato un cerchio in feltro per il fondo e un rettangolo con la base uguale alla circonferenza del cerchio.
Ammetto che prima del sopraggitto manuale con punti incrociati ho usato la colla a caldo per incollare tra loro i vari pezzi di feltro.
E mi sono pure fatta venire le bolle sulle dita tanto scottava la colla a caldo ^^" (sono un disastro, lo so......).
Per fare i punti incrociati, invece, tanto per non farmi mancare niente, mi sono bucata le mani con l'ago enorme che usavo per passare due strati di feltro più la colla secca (mica è facile bucare la colla secca, ma è per questo che l'ho usata, sapevo che avrebbe tenuto! :-p); non mi sono bucata con la punta, ma con la cruna dell'ago. A un certo punto, non ne potevo più e mi sono aiutata con una pinza per spingere l'ago nel feltro e tirarlo fuori dall'altra parte! o_O
Lavorone e faticaccia, ma guardate che risultato!
Due bottoni neri lucidi a impreziosire (e nascondere!) l'attacco della tracolla alla borsa e tralci di cuori colorati per vivacizzarla (sempre incollati con la colla a caldo).
E ammetto che anche il pizzo l'ho incollato :-D





Buon week end,
Sara

mercoledì 14 dicembre 2016

Pandoro alla napoletana

Questa ricetta è stata un vero e proprio parto, volevo a tutti i costi partecipare al giveaway organizzato da Simona sul suo sito Batuffolando Ricette (post Giveaway: Il Natale da Batuffolando).
Ma uno dei requisiti indiscutibili e inderogabili da rispettare è che per la categoria lievitati il dolce (obbligatoriamente natalizio e di ricetta non inventata) doveva essere composto in tutte le sue parti da componenti realizzate a mano, niente di già preconfezionato (per esempoi se la ricetta prevede il pan di spagna, anch'esso deve essere preparato e non comprato già fatto).
Mi ha mandato un po' in crisi, niente invenzioni (e lì avrei avuto un sacco di possibilità, ne ho già realizzate e adorate parecchie) e niente parti preconfezionate (per esempio il panettone gastronomico che faccio ormai da qualche Natale non va bene perché la base la compravo già fatta.....).
Certo, potevo partecipare con la categoria biscotti / non lievitati, ma volevo cimentarmi con qualcosa di diverso dal solito, ma che non mi avrebbe esageratamente impegnata (i lievitati "seri" non sono esattamente il mio forte :-p).
E gira che ti gira in rete, alla fine mi sono fatta tentare da una ricetta che è un perfetto mix tra il pandoro veronese e il panettone di Milano.
Meno secco (passatemi il termine) del pandoro classico (di cui non vado matta per niente) e meno spudoratamente dolce del panettone classico.
E ve lo dice una che al primo tentativo ha fallito clamorosamente (ma vi risparmio la vicenda), ma che prima di gettare la spugna ci ha riprovato una seconda volta. E ne sono rimasta piacevolmente colpita.

NOTA
Non cambiare le proporzioni tra le quantità di ingredienti, non si ottiene lo stesso risultato.
Al primo tentativo, vista la quantità di burro necessaria, ho provato a parare le calorie usando la stevia al posto dello zucchero, ma essendo molto più dolce dello stesso, come ogni volta ho dimezzato la dose. Beh, NON fatelo, il risultato è pessimo!
Sono dell'idea, però, che si posoono sostituire certi ingredienti (zucchero con stevia, burro con burro chiarificato o vegetale) purché che le dosi rimangano invariate.

La ricetta l'ho scopiazzata dal sito Ricette della nonna, post Pandoro alla napoletana.

Ah, al secondo tentativo, per evitare di sprecare ingredienti e cibo, ho ridotto le dosi mantenendo però le proporzioni tra gli ingredienti. Visto che le uova sono 5, ho usato i 2/5 di tutte le dosi di quelle indicate nel post, che sono comunque quelle originali.





























Ingredienti
  • 200 g di farina di grano duro (come quella per fare la pasta fresca)
  • 5 uova
  • 250 g di burro
  • 125 g mandorle spellate (o farina di mandorle)
  • 220 g di zucchero
  • 125 g di canditi
  • 1 bustina di lievito (16 g) vanigliato (o normale + vaniglia in polvere a parte)
  • la scorza di 1 limone non trattato o 1 fialetta di aroma di limone

Preparazione

Come già ho detto sopra, per far riuscire la ricetta ho dovuto amalgamare gli ingredienti in maniera differente dalla ricetta originale, visto che seguendola alla lettera ho fatto un grande flop!
Quindi, vi beccate il mio metodo, tanto per l'altro basta clikkare il link prima della foto.

Come ho sentito dire da Benedetta Parodi (che nemmeno amo spassionatamente, anzi, mi sta pure un po' sulle scatole.....), ho mescolato gli ingredienti all'americana, ovvero tutti gli ingredienti liquidi (o simili) insieme e tutti gli ingredienti secchi insieme, poi mischiato tutto.
Ma andiamo con ordine.


Per prima cosa ho messo a sciogliere a fiamma dolcissima il burro, che deve sciogliersi, ma non friggere!
Nel frattempo,ho frullato insieme uova e zucchero (+ la filetta di aroma limone) con il frullatore, fintanto che ho ottenuto un composto un po' gonfiato (frullando uova e zucchero si ottiene una semi montatura del tutto).

































Aggiungere poi il burro fuso sempre frullando.
















A parte, in un'altra scodella, mescolare insieme la farina di grano duro, la farina di mandorle (se usate le mandorle, prima ridurle in polvere con un mixer) e il lievito in polvere.
Se al posto della fialetta di aroma di limone si usano le zeste di limone (ricavate con l'apposito strumento che ho ma che mai nella vita mi ricorderò come si chiama :-p) allora mescolarle alla farina.
Se il lievito non è vanigliato, aggiungere anche la vaniglia in polvere (non troppa, o sarà un sapore/odore troppo invasivo!).
Al secondo tentativo mi sono scordata la vaniglia.....
Quindi, aggiungere a poco a poco il mix di farine e frullare sempre il tutto con il mixer, sempre nello stesso verso delle uova con lo zucchero, così continuerà ad incorporare aria e a restare 'gonfio', altrimenti si siederà sgonfiandosi.






























Prendere i canditi (quelli del supermercato sono più piccoli di quelli che mettono nel panettone, ed è meglio così!), rotolarli un momento nella farina per separarli gli uni dagli altri (o si cuoceranno in blocco tutti appiccicati) e unirli al composto usando un cucchiaio al posto del mixer.





























L'impasto sembra un po' troppo liquido, ma niente paura, va bene così.
Imburrare e infarinare uno stampo di diametro opportuno (con le dosi originali ho usato il classco stampo di vetro per soufflé, con le dosi a 2/5 ho usato uno stampo apribile da 18/20 cm di diametro) e versarvi dentro il composto.
Quindi, sbattere un po' di volte il fondo dello stampo con dentro il composto per fa salire a galla eventuali bolle d'aria presenti nell'impasto.

NOTA
Per lo stampo, credo che sia venuto meglio con lo stampo a cerniera, ma non vi resta che provare voi stessi.
Consiglio di usare uno stampo dove il composto non risulta più altro della larghezza dello stampo stesso, o temo che non lieviterà bene durante la cottura in forno, col rischio di bruciare la parte superiore per far cuocere bene l'interno.

Infornare quindi a 180°C per 50-60 minuti.

NOTA
Se vi accorgete che la parte superiore si sta scurendo troppo, ma con la prova dello stecchino ancora non buona (cioè se lo stecchino esce bagnato il dolce non è ancora cotto, l'impasto è crudo e si appiccica allo stecchino, quando è cotto lo stecchino esce asciutto e pulito), consiglio di abbassare un po' al temperatura a 160-170°C, così la parte superiore non si carbonizzerà e l'interno sarà cotto a dovere.
In ogni caso è difficile dare consigli precisi, dipende dal forno che uno sta utilizzando.















Sfornare il dolce e lasciarlo raffreddare su una gratella.
Se lo stampo è stato imburrato bene, il dolce si staccherà anche se ancora bollente (normalmente non si deve fare perché si rischia di romperlo).











































Una volta reffreddato (o almeno intiepidito!), tagliarlo e servirlo.
O fare porzioni per la merenda :-p

Stavolta l'impasto si è cotto tutto bene e uniformemente ^_^














































Leggendo la ricetta e vedendo (meramente a livello visivo) il risultato del secondo tentativo non avrei dato un soldo bucato per questo dolce natalizio.
Ma già il profumo di limone, canditi e burro ricorda sia il pandoro che il panettone.
E una volta assaggiato: una goduria!
Non 'secco' come il pandoro (che mi da' sempre l'idea di impasto secco proprio), ma nemmeno stucchevolmente dolce come il panettone (che con l'aggiunta di uvetta e canditi lo diventa ancora di più!).
E la dimensione ridotta dei canditi rispetto l'originale panettone li ha resi molto meno 'duri' e invasivi, anzi, si incontrano piacevolmente tra un morso e l'altro.

Buon panetton-doro a tutti!

Sara


Con questa ricetta partecipo al giveaway organizzato da Simona sul suo sito Batuffolando Ricette (post Giveaway: Il Natale da Batuffolando) per la categoria "Lievitati dolci e salati di Natale".

















venerdì 9 dicembre 2016

Albero e presepe 2016

E anche quest'anno, eccomi qui con il consueto post dell'albero e del presepe :-)
Volevo farne un "nuovo" di presepe, mi saprebbe piaciuto uno di quelli mini dentro le sfere di plexiglass trasparente, ma ho dovuto ripiegare, ovviamente per mancanza di tempo! uffi, su uno realizzato negli anni in cui ero giovane e bella :-p :-p

L'albero devo decidermi a cambiarlo, ogni anno che passa somiglia sempre più pericolosamente alla Torre di Pisa.... ¬_¬
Ogni anno è sempre più pieno di decorazioni, quest'anno ho aggiunto le decorazioni per le quali l'anno scorso ho pubblicato i tutorial:

Tutorial - Palline per l'albero rivestite di cordoncini natalizi
Tutorial - Palline per l'albero rivestite di nastri natalizi
Tutorial - Palline per l'albero rivestite di stoffa

e qualche angioletto di cui non ho ancora pubblicato il tutorial, ma che troneggia sull'albero.
E poi palline dell'Unicef, decorazioni di scambi di Natale tra blogger, e tanto altro ancora.
E in cima al mio albero, imperiale, la mia stella di polistirolo rivestita di stoffe luccicanti e paillettes ^_^

Le foto non sono venute bellissime, sembrano quasi sgranate o non a fuoco, abbiate pazienza, ho appena cambiato telefono e ci deve essere qualcosa che ho dimenticato di impostare ^_^"













































Il presepe, invece è di base molto semplice.
Il primo presepe "alternativo" che ho realizzato, di stoffa prestampata, cucita e imbottita di imbottitura per cuscini.
L'hanno che l'ho realizzato avevo anche partecipato a quelli che la nostra parrocchia vendeva come concorso presepi, in realtà alla fine tutti ricevevano un attestato di partecipazione con indicata la peculiarità del prorio presaepe.
Siccome la stoffa prestampata solo cucita mi pareva un po' troppo tristina, ho arricchito i personaggi imbottiti con un po' di passamanerie:
in testa a Giuseppe, Maria e Gesù una coroncina dorata a mo' di aureola
in testa ai Re Magi e ai finimenti del cammello ho cucito perline e piallettes
e alla capanna ho fatto delle colonne portanti con stecche di cannella (anche perché se no mica stava in piedi!)




























Non è uno dei miei preferiti, ma diciamo che sono soddisfatta del lavoro che feci tipo 15 anni or sono.

Ed eccoli insiene, presepe e albero, sopra la mia cassettiera storica (ce l'ho da quando ero bambina, ci sono appiccicate ancora le figurine degli Snorky e dei Goastbusters ^_^").
















































Questo, invece, è quello che c'è all'ingresso della mia società.
Devo ammettere, che al buio, quando sono arrivata, mi ha un attimo spiazzata, non me lo aspettavo!




























Buon week end a tutti,
Sara

martedì 6 dicembre 2016

Autunno, ricette sotto vetro - Melanzane piccanti sott'olio

Sempre dai librettini che trovo nei vari mercatini svuota soffitte/cantine, vi riporto la ricetta per mettere sottovetro le melanzane.
E più sono vecchi (nel senso di vissuti) questi libricini, più mi attirano, e le ricette finora non mi hanno mai deluso!
Su un paio ho trovato anche marmellate e conserve davvero fuori dal comune e che non pensavo si potessero fare, e con ingredienti comunissimi.

Naturalmente, questi libricini hanno dosi mastodontiche, una volta, quando si faceva la dispensa, la si faceva sul serio!, in fondo, ci dovevano sopravvivere tutti i componenti della famiglia.























Ingredienti
  • 3 kg di melanzane
  • 1,5 l di aceto
  • 1 pizzico di origano
  • qualche foglia di basilico
  • peperoncini freschi (facoltativi)
  • 5 spicchi di aglio (facolatativi)
  • olio extravergine di oliva
  • sale rosa dell'Himalaya

Preparazione

Non sono specificate particolari tipologie di ingredienti, quindi io ho scelto a mio piacere.
Melanzane                  violette tonde
Aceto                          di vino bianco
Origano                       secco
Basilico                       secco
Peperoncini freschi     sì, rossi
Spicchi di aglio           no

Per prima cosa, affettare le melanzane a fette dello spessore di circa 1/2 cm; quindi impilarle sfalsate e cosparse di sale in uno scolapasta con un piatto fondo alla base e, dopo aver posto sopra di esse un peso (per esempio un pentolino pieno di acqua, lasciarle spurgare per un notte (stavolta ho rispettato le tempistiche!).



















Questo è tutto il liquido che ho trovato la mattina successiva.












Se si vuole portarsi avanti subito, se no va bene anche il giorno dopo, affettare sottilmente i peperoncini freschi dopo averli privati dei semi e dei filamenti (io ho lasciato un po' di semini).












Lavare ed asciugare le fette di melanzane per togliere l'eccesso di sale, poi tamponarle con della carta assorbente.












Portare a bollore l'aceto bianco in una casseruola (possibilmente più alta che larga), quindi immergervi le fette di melanzana (non troppe per volta!) e scottarle per qualche minuto ciascuna.
Per non bruciarmi le dita mi sono aiutata con una pinza (per cucinare, eh!) dai manici lunghi.























Una volta raffreddate, tamponarle nuovamente con carta assorbente per eliminare un po' del liquido in eccesso e impilarle su un piatto.



















Ora si può cominciare a imbarattolare melanzane, olio e condimenti.
Ovviamente, vasi e tappi DEVONO essere stati precedentementi sterilizzati (nel modo che preferite, io di solito li immergo in acqua bollente per una 15ina di minuti).

Cominciare con versare un po' di olio evo sul fondo del barattolo.



















Poi prendere una fetta di melanzana e sistemarla bene sul fondo in modo che non si creino bolle di aria.



















Quindi cospargere la fetta di melanzana con l'origano e il basilico e terminare con un po' di peperoncino fresco.




















Continuare ad alternare gli strati fino a riempimento del barattolo, intervallandoli con un po' di olio evo (io mi sono dimenticata di farlo e l'ho fatto solo alla fine, vabbeh, vorrà dire che le mie melanzane non saranno sott'olio ma piccanti).



















Conservare in luogo fresco, asciutto e buio finché non sarà ora di servirle, o, perché no, regalarle!
^_^

Buon pomeriggio a tutti,
Sara