Lettori fissi

venerdì 20 gennaio 2017

Autunno sotto vetro - Sedano in confettura

Ok, con questo post termino gli arretrati delle conserve che ho realizzato entro lo scorso fine anno (e che poi ho avviamente regalato).
Questa conserva è un po' più particolare delle solite, anche per quelle "salate" (le dolci sono le marmellate di frutta).
Protagonista il sedano, verdura sottovalutata e genericamente usata solo per i soffritti insieme a carota e cipolla.
A me, per esempio, piace un sacco mangiare i gambi del sedano con spalmato dentro il gorgonzola :-D
Ricettina trovata sempre nei famosi librettini del 1800 e voltati indietro scovati nei mercatini dell'usato, e visto che le altre ricette che ho provato sono venute, via anche con questa!






















Ingredienti
  • 1 kg di sedano (giù depurato delle foglie e delle coste dei gambi troppo spesse e dure)
  • 500 g di zucchero
  • 1 limone

Preparazione

Per prima cosa lavare bene le coste del sedano, poi affettarle sottilmente.














Poi versarlo in una casseruola e coprirlo di acqua fredda din sopra 1 cm allo strato del sedano.
Far cuocere dolcemente fintanto che l'acqua non si sarà assorbita praticamente tutta (non farlo asciugare del tutto!).




























Togliere la pentola dal fuoco, versare lo zucchero e il succo del limone e lasciar riposare il tutto per un'oretta.



























Mentre il composto riposa sterilizzare i barattoli di vetro in acqua bollente.

Trascorsa l'ora, rimettere la casseruola sul fuoco per far addensare il tutto.
I pezzetti di sedano restarenno un po' spappolati e un po' semi interi.
Anche in questo caso non far addensare troppo o non si riuscirà ad utilizzare!














Imbarattolare la conserva ancora bollente.
Chiudere i barattoli, capovolgerli, e, dal giorno successivo, rigirarli "dritti" e tenerli in un luogo buio, fresco e ascuitto.

Da usare per accompagnare lessi e bolliti.















Sara

giovedì 19 gennaio 2017

Autunno, ricette sotto vetro - Olio al limone

Dal titolo vi sarete già fatti un'idea di quanto io sia in ritardo a postare...... ¬_¬
Ricettina supervelocissima ma di grande effetto.
L'unica cosa è che bisogna apettare un mesetto per poter godere del risultato ;-)






















Ingredienti
  • olio extravergine di oliva
  • limoni, se possibile non trattati o biologici
  • sale rosa dell'Himalaya fino

Preparazione

Sciacquare bene i limoni ed asciugarli, quindi tagliarli a fettine sottili, qualche millimetro, e spolverarli di sale.
Lasciarli riposare e assorbire il sale per una mezz'ora o un'ora disponendo le fettine una accanto all'altra su un piano o su dei vassioi.























Trascorso il tempo (durante il quale saranno stati sterilizzati i barattoli di vetro da utilizzare), cominciare a riempire i vasetti con dell'olio sul fondo.























Impilare quindi le fettine di limone fino a riempimento di ogni barattolo fino a qualche millimetro sotto il bordo superiore.























Ricoprire di olio il tutto versandolo piano piano in modo da cercare di ricoprire tutti gli interspazi tra le varie fettine di limone e tra le fettine di limone e il bordo del barattolo.
Versare fino a filo del bordo.























Chiudere energicamente i barattoli e metterli in un luogo buio, fresco e asciutto per almeno 1 mese.

Una volta aperto un barattolo, togliere le fettine di limone dall'olio e filtrare quest'ultimo per eliminare eventuali residui di buccia o altro.

L'olio si può usare come condimento normale e avrà il surplus del limone.
Le fettine di limone, invece di buttarle, si potrebbero usare, per esempio, per cucinare il pesce al forno o al cartoccio.
















Ciao ciao

Sara

lunedì 16 gennaio 2017

Ultimi regali delle feste

Ciao a tutti, inutire rimarcare lo stra-ritardo a cui sono arrivata nella pubblicazione dei post....
Ormai è un piacere decisamente a tempo perso.......
Sono così in ritardo che non sono riuscita a mandare a Carlottina (del sito MyCandyCountry) il tutorial per realizzare delle bellissime calze della Befana (tranquille, vedrete quelle che quest'anno ho realizzato per le mie nipotine) ¬_¬
Ho un sacco di post arretrati, ma oggi ho un buon motivo per postare, così concludo anche tutta la parte realtiva al Natale e alle feste.
Nonostante ci abbiano fatto fare la maratona in meno di un mese (e pure a ridosso del fine anno, periodo sempre di fuoco!) per un lavoro che necessitava mesi (pure sabato scorso ho lavorato assieme ad altri colleghi) alla fine abbiamo ricevuto i complimenti per l'ottimo e celere lavoro svolto con conseguente raggiungimento dell'obbiettivo preposto nientepopodimeno che dall'amministratore delegato della banca oggetto del lavoro ^_^
Sono ancora qui che gongolo ^_^ ^_^
Ma veniamo a noi.
Vi mostrerò le calze della Befana realizzate quest'anno (a 'sto giro tutte cuoriciose) per le mie nipotine di 4 e 6 anni (per vedere quelle degli anni precedenti qui 2014 e qui 2015) e un paio di regali per la mia collega di lavoro e compagna di merende Patty.

La calza rossa per la più grande, Nicole, la blu per la piccola, Michelle.
Del loro colore preferito, piene di cuori, con i fiocchi di neve come Frozen e con il fiocco col campanello come le ali delle Winx :-D









































E ora la collana color argento e la sfera svarowsky azzurra (il suo colore preferito è il blu) per la mia collega.



















































































































Ciao ciao
Spero di riprendere presto a postare con regolarità.

Sara

martedì 27 dicembre 2016

Poesie di Natale: Lo zampognaro (G. Rodari)

In genere imparare a memoria dei testi non mi ha mai entusiasmato, ma questa poesia di Natale, nella sua semplicità, mi ha sempre fatto commuovere, e lo fa tutt'ora.
L'ho imparata in prima elementare, e le poesie e le filastrocche imparate da bambini "giocando" sono quelle che restano scolpite nella memoria :-)

Per questo Natale vi lascio questa poesia di Gianni Rodari: Lo zampognaro

Se comandasse lo zampognaro che scende nel viale
sai cosa direbbe il giorno di Natale?
<< Voglio che in ogni casa spunti dal pavimento
un albero fiorito di stelle d'oro e d'argento >>.

Se comandasse il passero che sulla neve zampetta
sai cosa direbbe con la voce che cinguetta?
<< Voglio che i bimbi trovino, quando il lume sarà acceso,
tutti i doni sognati, più uno per buon peso >>.

Se comandasse il pastore del presepe di cartone
sai che legge farebbe, firmandola col lungo bastone?
<< Voglio che oggi al mondo non pianga un solo bambino,
che abbiano tutti lo stesso sorriso: il bianco, il moro, il giallino >>.

Sapete cosa vi dico io, che non comando niente?
<< Tutte queste belle cose accadranno facilmente,
se ci diamo la mano, i miracoli si faranno
e il giorno di Natale durerà tutto l'anno! >>.

Buone feste a tutti, credenti (e non) di tutte le religioni :-D

Sara

























Collana estiva

Che titolo altisonante per un regalo di Natale, vero? ;-)
Beh, ma visti i colori, non poteva che essere così!
Un delicato girocollo per mia cognata (la borsa del post precedente invece era, ora posso dirvelo, per la fidanzata dell'altro mio fratello) con la catena di base a cuori.
Pendenti in pietre dure nei toni del bianco e del rosa, piccoli cuori e piccoli cubetti.
Chiusura a monachella :-)
































































































































Semplice ed elegante, vero? ^_^

Al prossimo post,
Sara

venerdì 16 dicembre 2016

Borsa in feltro

Ciao a tutti,
finalmente siamo quasi a Natale, mi piace il periodo di Natale, preparare i regali, ma che fatica!
Ora ve ne mostro uno che sarà per...... eh, no, non ve lo dico! :-p :-p :-p
Si tratta di una borsa a "secchiello" in feltro grigio.
Chiusura con nastro in tinta e decorata con cuori sempre in feltro.
In alto un pizzo ecru e la tracolla con allacciatura "sportiva".
Ho ritagliato un cerchio in feltro per il fondo e un rettangolo con la base uguale alla circonferenza del cerchio.
Ammetto che prima del sopraggitto manuale con punti incrociati ho usato la colla a caldo per incollare tra loro i vari pezzi di feltro.
E mi sono pure fatta venire le bolle sulle dita tanto scottava la colla a caldo ^^" (sono un disastro, lo so......).
Per fare i punti incrociati, invece, tanto per non farmi mancare niente, mi sono bucata le mani con l'ago enorme che usavo per passare due strati di feltro più la colla secca (mica è facile bucare la colla secca, ma è per questo che l'ho usata, sapevo che avrebbe tenuto! :-p); non mi sono bucata con la punta, ma con la cruna dell'ago. A un certo punto, non ne potevo più e mi sono aiutata con una pinza per spingere l'ago nel feltro e tirarlo fuori dall'altra parte! o_O
Lavorone e faticaccia, ma guardate che risultato!
Due bottoni neri lucidi a impreziosire (e nascondere!) l'attacco della tracolla alla borsa e tralci di cuori colorati per vivacizzarla (sempre incollati con la colla a caldo).
E ammetto che anche il pizzo l'ho incollato :-D





Buon week end,
Sara

mercoledì 14 dicembre 2016

Pandoro alla napoletana

Questa ricetta è stata un vero e proprio parto, volevo a tutti i costi partecipare al giveaway organizzato da Simona sul suo sito Batuffolando Ricette (post Giveaway: Il Natale da Batuffolando).
Ma uno dei requisiti indiscutibili e inderogabili da rispettare è che per la categoria lievitati il dolce (obbligatoriamente natalizio e di ricetta non inventata) doveva essere composto in tutte le sue parti da componenti realizzate a mano, niente di già preconfezionato (per esempoi se la ricetta prevede il pan di spagna, anch'esso deve essere preparato e non comprato già fatto).
Mi ha mandato un po' in crisi, niente invenzioni (e lì avrei avuto un sacco di possibilità, ne ho già realizzate e adorate parecchie) e niente parti preconfezionate (per esempio il panettone gastronomico che faccio ormai da qualche Natale non va bene perché la base la compravo già fatta.....).
Certo, potevo partecipare con la categoria biscotti / non lievitati, ma volevo cimentarmi con qualcosa di diverso dal solito, ma che non mi avrebbe esageratamente impegnata (i lievitati "seri" non sono esattamente il mio forte :-p).
E gira che ti gira in rete, alla fine mi sono fatta tentare da una ricetta che è un perfetto mix tra il pandoro veronese e il panettone di Milano.
Meno secco (passatemi il termine) del pandoro classico (di cui non vado matta per niente) e meno spudoratamente dolce del panettone classico.
E ve lo dice una che al primo tentativo ha fallito clamorosamente (ma vi risparmio la vicenda), ma che prima di gettare la spugna ci ha riprovato una seconda volta. E ne sono rimasta piacevolmente colpita.

NOTA
Non cambiare le proporzioni tra le quantità di ingredienti, non si ottiene lo stesso risultato.
Al primo tentativo, vista la quantità di burro necessaria, ho provato a parare le calorie usando la stevia al posto dello zucchero, ma essendo molto più dolce dello stesso, come ogni volta ho dimezzato la dose. Beh, NON fatelo, il risultato è pessimo!
Sono dell'idea, però, che si posoono sostituire certi ingredienti (zucchero con stevia, burro con burro chiarificato o vegetale) purché che le dosi rimangano invariate.

La ricetta l'ho scopiazzata dal sito Ricette della nonna, post Pandoro alla napoletana.

Ah, al secondo tentativo, per evitare di sprecare ingredienti e cibo, ho ridotto le dosi mantenendo però le proporzioni tra gli ingredienti. Visto che le uova sono 5, ho usato i 2/5 di tutte le dosi di quelle indicate nel post, che sono comunque quelle originali.





























Ingredienti
  • 200 g di farina di grano duro (come quella per fare la pasta fresca)
  • 5 uova
  • 250 g di burro
  • 125 g mandorle spellate (o farina di mandorle)
  • 220 g di zucchero
  • 125 g di canditi
  • 1 bustina di lievito (16 g) vanigliato (o normale + vaniglia in polvere a parte)
  • la scorza di 1 limone non trattato o 1 fialetta di aroma di limone

Preparazione

Come già ho detto sopra, per far riuscire la ricetta ho dovuto amalgamare gli ingredienti in maniera differente dalla ricetta originale, visto che seguendola alla lettera ho fatto un grande flop!
Quindi, vi beccate il mio metodo, tanto per l'altro basta clikkare il link prima della foto.

Come ho sentito dire da Benedetta Parodi (che nemmeno amo spassionatamente, anzi, mi sta pure un po' sulle scatole.....), ho mescolato gli ingredienti all'americana, ovvero tutti gli ingredienti liquidi (o simili) insieme e tutti gli ingredienti secchi insieme, poi mischiato tutto.
Ma andiamo con ordine.


Per prima cosa ho messo a sciogliere a fiamma dolcissima il burro, che deve sciogliersi, ma non friggere!
Nel frattempo,ho frullato insieme uova e zucchero (+ la filetta di aroma limone) con il frullatore, fintanto che ho ottenuto un composto un po' gonfiato (frullando uova e zucchero si ottiene una semi montatura del tutto).

































Aggiungere poi il burro fuso sempre frullando.
















A parte, in un'altra scodella, mescolare insieme la farina di grano duro, la farina di mandorle (se usate le mandorle, prima ridurle in polvere con un mixer) e il lievito in polvere.
Se al posto della fialetta di aroma di limone si usano le zeste di limone (ricavate con l'apposito strumento che ho ma che mai nella vita mi ricorderò come si chiama :-p) allora mescolarle alla farina.
Se il lievito non è vanigliato, aggiungere anche la vaniglia in polvere (non troppa, o sarà un sapore/odore troppo invasivo!).
Al secondo tentativo mi sono scordata la vaniglia.....
Quindi, aggiungere a poco a poco il mix di farine e frullare sempre il tutto con il mixer, sempre nello stesso verso delle uova con lo zucchero, così continuerà ad incorporare aria e a restare 'gonfio', altrimenti si siederà sgonfiandosi.






























Prendere i canditi (quelli del supermercato sono più piccoli di quelli che mettono nel panettone, ed è meglio così!), rotolarli un momento nella farina per separarli gli uni dagli altri (o si cuoceranno in blocco tutti appiccicati) e unirli al composto usando un cucchiaio al posto del mixer.





























L'impasto sembra un po' troppo liquido, ma niente paura, va bene così.
Imburrare e infarinare uno stampo di diametro opportuno (con le dosi originali ho usato il classco stampo di vetro per soufflé, con le dosi a 2/5 ho usato uno stampo apribile da 18/20 cm di diametro) e versarvi dentro il composto.
Quindi, sbattere un po' di volte il fondo dello stampo con dentro il composto per fa salire a galla eventuali bolle d'aria presenti nell'impasto.

NOTA
Per lo stampo, credo che sia venuto meglio con lo stampo a cerniera, ma non vi resta che provare voi stessi.
Consiglio di usare uno stampo dove il composto non risulta più altro della larghezza dello stampo stesso, o temo che non lieviterà bene durante la cottura in forno, col rischio di bruciare la parte superiore per far cuocere bene l'interno.

Infornare quindi a 180°C per 50-60 minuti.

NOTA
Se vi accorgete che la parte superiore si sta scurendo troppo, ma con la prova dello stecchino ancora non buona (cioè se lo stecchino esce bagnato il dolce non è ancora cotto, l'impasto è crudo e si appiccica allo stecchino, quando è cotto lo stecchino esce asciutto e pulito), consiglio di abbassare un po' al temperatura a 160-170°C, così la parte superiore non si carbonizzerà e l'interno sarà cotto a dovere.
In ogni caso è difficile dare consigli precisi, dipende dal forno che uno sta utilizzando.















Sfornare il dolce e lasciarlo raffreddare su una gratella.
Se lo stampo è stato imburrato bene, il dolce si staccherà anche se ancora bollente (normalmente non si deve fare perché si rischia di romperlo).











































Una volta reffreddato (o almeno intiepidito!), tagliarlo e servirlo.
O fare porzioni per la merenda :-p

Stavolta l'impasto si è cotto tutto bene e uniformemente ^_^














































Leggendo la ricetta e vedendo (meramente a livello visivo) il risultato del secondo tentativo non avrei dato un soldo bucato per questo dolce natalizio.
Ma già il profumo di limone, canditi e burro ricorda sia il pandoro che il panettone.
E una volta assaggiato: una goduria!
Non 'secco' come il pandoro (che mi da' sempre l'idea di impasto secco proprio), ma nemmeno stucchevolmente dolce come il panettone (che con l'aggiunta di uvetta e canditi lo diventa ancora di più!).
E la dimensione ridotta dei canditi rispetto l'originale panettone li ha resi molto meno 'duri' e invasivi, anzi, si incontrano piacevolmente tra un morso e l'altro.

Buon panetton-doro a tutti!

Sara


Con questa ricetta partecipo al giveaway organizzato da Simona sul suo sito Batuffolando Ricette (post Giveaway: Il Natale da Batuffolando) per la categoria "Lievitati dolci e salati di Natale".