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lunedì 12 giugno 2017

Linky Party - tema: legno

Lo stop forzato post operatorio al braccio sinistro mi ha fatto venire voglia di partecipare a tutte le raccolte e/o giochini che incontro sbirciando la blogsfera.
Di solito riesco a riutilizzare post precedenti, ma siccome le foto che intendo usare fanno parte dell'enorme post delle vacanze al mare dello scorso anno ne rifaccio uno apposito, mattendo comunque il link a quel post ;-)

Vacanza nel Parco del Delta del Po

Ecco le immagini con cui partecipo a questo linky party:

Scale di accesso ai moli, sempre in legno, per il battello sul Po di Tolle













Delimitazioni agli accessi in spiaggia, paletti in legno











Piccola cappella all'aperto interamente in legno costruita dai pescatori










Zone di allevamento di mitili, in legno, Sacca di Scardovari















Quindi,
con queste foto partecipo al Linky Party + Giveaway a tema legno organizzato da Daniela del blog Decoriciclo.













Buona settimana a tutti,
Sara

mercoledì 14 dicembre 2016

Pandoro alla napoletana

Questa ricetta è stata un vero e proprio parto, volevo a tutti i costi partecipare al giveaway organizzato da Simona sul suo sito Batuffolando Ricette (post Giveaway: Il Natale da Batuffolando).
Ma uno dei requisiti indiscutibili e inderogabili da rispettare è che per la categoria lievitati il dolce (obbligatoriamente natalizio e di ricetta non inventata) doveva essere composto in tutte le sue parti da componenti realizzate a mano, niente di già preconfezionato (per esempoi se la ricetta prevede il pan di spagna, anch'esso deve essere preparato e non comprato già fatto).
Mi ha mandato un po' in crisi, niente invenzioni (e lì avrei avuto un sacco di possibilità, ne ho già realizzate e adorate parecchie) e niente parti preconfezionate (per esempio il panettone gastronomico che faccio ormai da qualche Natale non va bene perché la base la compravo già fatta.....).
Certo, potevo partecipare con la categoria biscotti / non lievitati, ma volevo cimentarmi con qualcosa di diverso dal solito, ma che non mi avrebbe esageratamente impegnata (i lievitati "seri" non sono esattamente il mio forte :-p).
E gira che ti gira in rete, alla fine mi sono fatta tentare da una ricetta che è un perfetto mix tra il pandoro veronese e il panettone di Milano.
Meno secco (passatemi il termine) del pandoro classico (di cui non vado matta per niente) e meno spudoratamente dolce del panettone classico.
E ve lo dice una che al primo tentativo ha fallito clamorosamente (ma vi risparmio la vicenda), ma che prima di gettare la spugna ci ha riprovato una seconda volta. E ne sono rimasta piacevolmente colpita.

NOTA
Non cambiare le proporzioni tra le quantità di ingredienti, non si ottiene lo stesso risultato.
Al primo tentativo, vista la quantità di burro necessaria, ho provato a parare le calorie usando la stevia al posto dello zucchero, ma essendo molto più dolce dello stesso, come ogni volta ho dimezzato la dose. Beh, NON fatelo, il risultato è pessimo!
Sono dell'idea, però, che si posoono sostituire certi ingredienti (zucchero con stevia, burro con burro chiarificato o vegetale) purché che le dosi rimangano invariate.

La ricetta l'ho scopiazzata dal sito Ricette della nonna, post Pandoro alla napoletana.

Ah, al secondo tentativo, per evitare di sprecare ingredienti e cibo, ho ridotto le dosi mantenendo però le proporzioni tra gli ingredienti. Visto che le uova sono 5, ho usato i 2/5 di tutte le dosi di quelle indicate nel post, che sono comunque quelle originali.





























Ingredienti
  • 200 g di farina di grano duro (come quella per fare la pasta fresca)
  • 5 uova
  • 250 g di burro
  • 125 g mandorle spellate (o farina di mandorle)
  • 220 g di zucchero
  • 125 g di canditi
  • 1 bustina di lievito (16 g) vanigliato (o normale + vaniglia in polvere a parte)
  • la scorza di 1 limone non trattato o 1 fialetta di aroma di limone

Preparazione

Come già ho detto sopra, per far riuscire la ricetta ho dovuto amalgamare gli ingredienti in maniera differente dalla ricetta originale, visto che seguendola alla lettera ho fatto un grande flop!
Quindi, vi beccate il mio metodo, tanto per l'altro basta clikkare il link prima della foto.

Come ho sentito dire da Benedetta Parodi (che nemmeno amo spassionatamente, anzi, mi sta pure un po' sulle scatole.....), ho mescolato gli ingredienti all'americana, ovvero tutti gli ingredienti liquidi (o simili) insieme e tutti gli ingredienti secchi insieme, poi mischiato tutto.
Ma andiamo con ordine.


Per prima cosa ho messo a sciogliere a fiamma dolcissima il burro, che deve sciogliersi, ma non friggere!
Nel frattempo,ho frullato insieme uova e zucchero (+ la filetta di aroma limone) con il frullatore, fintanto che ho ottenuto un composto un po' gonfiato (frullando uova e zucchero si ottiene una semi montatura del tutto).

































Aggiungere poi il burro fuso sempre frullando.
















A parte, in un'altra scodella, mescolare insieme la farina di grano duro, la farina di mandorle (se usate le mandorle, prima ridurle in polvere con un mixer) e il lievito in polvere.
Se al posto della fialetta di aroma di limone si usano le zeste di limone (ricavate con l'apposito strumento che ho ma che mai nella vita mi ricorderò come si chiama :-p) allora mescolarle alla farina.
Se il lievito non è vanigliato, aggiungere anche la vaniglia in polvere (non troppa, o sarà un sapore/odore troppo invasivo!).
Al secondo tentativo mi sono scordata la vaniglia.....
Quindi, aggiungere a poco a poco il mix di farine e frullare sempre il tutto con il mixer, sempre nello stesso verso delle uova con lo zucchero, così continuerà ad incorporare aria e a restare 'gonfio', altrimenti si siederà sgonfiandosi.






























Prendere i canditi (quelli del supermercato sono più piccoli di quelli che mettono nel panettone, ed è meglio così!), rotolarli un momento nella farina per separarli gli uni dagli altri (o si cuoceranno in blocco tutti appiccicati) e unirli al composto usando un cucchiaio al posto del mixer.





























L'impasto sembra un po' troppo liquido, ma niente paura, va bene così.
Imburrare e infarinare uno stampo di diametro opportuno (con le dosi originali ho usato il classco stampo di vetro per soufflé, con le dosi a 2/5 ho usato uno stampo apribile da 18/20 cm di diametro) e versarvi dentro il composto.
Quindi, sbattere un po' di volte il fondo dello stampo con dentro il composto per fa salire a galla eventuali bolle d'aria presenti nell'impasto.

NOTA
Per lo stampo, credo che sia venuto meglio con lo stampo a cerniera, ma non vi resta che provare voi stessi.
Consiglio di usare uno stampo dove il composto non risulta più altro della larghezza dello stampo stesso, o temo che non lieviterà bene durante la cottura in forno, col rischio di bruciare la parte superiore per far cuocere bene l'interno.

Infornare quindi a 180°C per 50-60 minuti.

NOTA
Se vi accorgete che la parte superiore si sta scurendo troppo, ma con la prova dello stecchino ancora non buona (cioè se lo stecchino esce bagnato il dolce non è ancora cotto, l'impasto è crudo e si appiccica allo stecchino, quando è cotto lo stecchino esce asciutto e pulito), consiglio di abbassare un po' al temperatura a 160-170°C, così la parte superiore non si carbonizzerà e l'interno sarà cotto a dovere.
In ogni caso è difficile dare consigli precisi, dipende dal forno che uno sta utilizzando.















Sfornare il dolce e lasciarlo raffreddare su una gratella.
Se lo stampo è stato imburrato bene, il dolce si staccherà anche se ancora bollente (normalmente non si deve fare perché si rischia di romperlo).











































Una volta reffreddato (o almeno intiepidito!), tagliarlo e servirlo.
O fare porzioni per la merenda :-p

Stavolta l'impasto si è cotto tutto bene e uniformemente ^_^














































Leggendo la ricetta e vedendo (meramente a livello visivo) il risultato del secondo tentativo non avrei dato un soldo bucato per questo dolce natalizio.
Ma già il profumo di limone, canditi e burro ricorda sia il pandoro che il panettone.
E una volta assaggiato: una goduria!
Non 'secco' come il pandoro (che mi da' sempre l'idea di impasto secco proprio), ma nemmeno stucchevolmente dolce come il panettone (che con l'aggiunta di uvetta e canditi lo diventa ancora di più!).
E la dimensione ridotta dei canditi rispetto l'originale panettone li ha resi molto meno 'duri' e invasivi, anzi, si incontrano piacevolmente tra un morso e l'altro.

Buon panetton-doro a tutti!

Sara


Con questa ricetta partecipo al giveaway organizzato da Simona sul suo sito Batuffolando Ricette (post Giveaway: Il Natale da Batuffolando) per la categoria "Lievitati dolci e salati di Natale".

















venerdì 4 marzo 2016

Fiori con le calze di nylon colorate - Tutorial condiviso sui social da MyCandyCountry

I fiori sono una cosa bellissima, ma ancora più belli sono nel loro habitat naturale.
Sarebbe il sogno di tutti avere un favoloso centrotavola con fiori bellissimi che non appassiscono e che non sfioriscono mai....
Ta-daaaaaaaaan! Eccoli qui: fiori realizzati con le calze di nylon colorate!
Semplici e facili da realizzare, ne basta anche uno solo per conquistare, che so..., la propria donna, la mamma, e non avrà neanche il dispiacere di vederlo sfiorire :-)
Si sta giusto avvicinando la festa della donna (anche se le donne andrebbero rispettare e considerate al pari dell'altro sesso sempre e comunque, dato che siamo stati creati tutti uguali!), quindi, perché non sorprendere la vostra lei, o una donna speciale, un'amica (regalato anche da donna a donna), la mamma, la nonna, la zia........... pochissima spesa, pochissimo sforzo e grandissimo risultato! ^_^
Si dice sempre e solo: un diamante è per sempre..... adesso anche un fiore! :-D

La cara Carlottina del blog MyCandyCountry mi ha fatto un favore e mi ha accontentata pubblicando il mio tutorial per tempo prima della festa della donna come gentilmente le avevo chiesto, con il post post Festa della donna creativa: come fare un fiore con le calze di nylon colorate.





















Semplice e meraviglioso, siete d'accordo? ^_^

In passato ne ho realizzati anche degli altri, che ovviamente ho sempre regalato, non solo fiori singoli, ma anche rami interi fioriti, come quello con i gigli arancioni che ho regalato a due miei amici quando si sono trasferiti nella loro nuova casa in un'altra città dopo essersi sposati :-)




















































Una margherita o delle roselline per delle amiche.....




















































O altri fiorellini gialli come quello del tutorial per passate feste della donna :-D



























Insomma, ce ne è per tutti i gusti! Ed è un'idea riciclabile per qualsiasi occasione!
Basta cambiare il colore delle calze o la forma e il numero dei petali e delle foglie
Sfido chiunque a rifiutare anche un piccolo fiore in regalo :-D
Sbizzarrite e fate correre tutta la vostra inventiva e la vostra fantasia!


Il post del tutorial è stato poi condiviso su tutti i social del blog MyCandyCountry, e cioè:


Fate un semplice regalo (pure economico) che lasci il segno per sempre! ^_^


Buona qualsiasi occasione a tutti,
Sara



Con questo lavoro partecipo al Giveaway di Batuffolando Ricette "Le Primavere".
















Con questi fiori di nylon partecipo al Link party idee a forma di fiore del blog Le mille idee di Milly.














venerdì 25 settembre 2015

La ricetta dei ricordi

Come scritto nel titolo del post, questa è una ricetta che risale alla mia infanzia.....
In realtà questa ricetta l'ho già postata in passato (Pasticcio di patate e pancetta), ma ora la racconto e la rispiego per adeguarmi al contest a cui vorrei partecipare.

Dicevo....
Questa ricetta risale alla mia infanzia perché la prima volta che ho visto la ricetta e ho provato a prepararla ero ancora una bambina, intorno agli 8 anni circa se non ricordo male.
In casa dei miei genitori il cuoco bravo a cucinare è sempre stato mio padre, devo ammetterlo.
Mia madre e la cucina viaggiano su binari paralleli che non si incontreranno mai!
Non ho mai avuto un grande imprinting per la cucina.... mio padre era bravo ma moooooooooolto pigro, e guai a fare qualcosa di diverso da come diceva lui ¬_¬
Ma una cosa che faceva sempre era comprare giornali e riviste (solo se di suo interesse!) di ogni genere e tipo. E tra i tanti libri ha comprato quello che è stato, diciamo così, il mio primo libro di cucina. E si intitola pure così! :-D

Questa è la nuova ed ultima riedizione di quel libro, trovato al supermercato diversi anni fa, uguale nella grafica e nei contenuti.




















E proprio da questo libro ho preso quella che ancora oggi oserei definire una delle mie ricette preferite.
Definisco con "preferita" una ricetta che quando comincio ad assaggiarne il risultato, vado avanti finché non ho finito il piatto o finché non sto letteralmente scoppiando!

Ma veniamo alla ricetta, che in ogni caso è già spiegata passo passo nel post Pasticcio di patate e pancetta.
Vi riporto solo gli ingredienti indicati nel libro.

Ingredienti

  • 4 patate
  • 4 cipolle dorate
  • 125 g di bacon a fette
per la besciamella
  • 35 g di burro
  • 35 g di farina
  • 425 ml di latte
  • sale
  • noce moscata (è una mia aggiunta, ma così è più golosa la besciamella!)





















Se notate, il titolo della ricetta della foto è diverso da quello che ho scritto io (pasticcio di patate e pancetta vs patate alla besciamella).
Non ho ricordato male e non ho sbagliato, se c'era una cosa che ricordavo perfettamente era il titolo di ogni ricetta di questo libro.
Quello che hanno fatto nelle ristampe, e francamente non ho capito perché, è stato cambiare i titoli delle ricette (il contenuto e i disegni sono rimasti identici), specie se questi contenevano parole straniere (es. crepes è diventato crespelle, quiche lorraine è diventato torta salata, pasticcio di patate e pancetta è diventato patate alla besciamella, e così via...).
Il che è strano, anche perché sono ormai parole di uso comune, non c'è certo bisogno di italianizzare niente, e i bambini di oggi sono tutt'altro che stupidi! Anzi, si cerca di far imparare loro le lingue fin da piccoli.
Però dal nome l'autore sembra inglese, la casa editrice francese... forse sarà per questo. Mah.

Quando ero piccola il risultato di questa ricetta me lo gustavo sempre anche perché per poter cucinare qualcosa dovevo superare milioni di ostacoli, per lo più derivanti da mia madre.
Prima ho detto che mia madre decisamente non sa cucinare (solo il minimo indisopensabile, e anche lì....), quindi per poter cucinare io prima di tutto doveva avere voglia lei di farlo e doveva in secondo luogo avere il tempo per farlo. Oltre naturalmente al fatto che se il piatto decideva ch non era nei nostri (leggi: suoi) gusti veniva bocciato in partenza. E di farmi cucinare da sola, manco a parlarne!
Essendo una bambina non sapevo fare le cose, e quelle che sapevo come farle mi venivano così così / maluccio.... e non potevo farci niente. Non potevo esercitarmi e non avevo nessuno che mi suggerisse magari il metodo corretto per fare qualcosa o strade alternative.
Le patate restavano spesso crude, e le cipolle, poi, erano una tragedia.... rimanevano crude (come le patate), o erano troppo pesanti da digerire, insomma, i sapori non si amalgamavano e veniva fuori solo una cozzaglia di ingredienti ammucchiati uno con l'altro. Proprio un pasticcio!
Così quando un bel momento mio padre ha fatto pulizia del surplus di carta & co ci ha buttato dentro anche quello visto che tanto non veniva usato quasi mai.
Verso circa la maggiore età ha ricominciato a stuzzicarmi la voglia di cucinare, e ho cominciato a rimpiangere quel libro di ricette che avevo da bambina. Tra l'altro, in casa, non c'erano libri di cucina, l'unico era l'Artusi, che, per carità, è un libro ottimo, ma è l'anti stimolo alla fantasia di chiunque.
A me piace anche vedere delle foto o dei disegni, oltre che avere le ricette spiegate passo passo.... soddisfano la curiosità e aiutano a capire cose o passaggi che delle volte descritti a parole non rendono allo stesso modo che guardando un disegno / una foto.
La "lotta" con mia madre per cucinare è continuata finché non sono andata a vivere da sola.
Ma andare a vivere da sola ha fatto il miracolo: potevo fare quallo che volevo, la cucina era mia, potevo provar e riprovare mille volte la stassa ricetta o lo stesso passaggio fino al giusto realizzo senza che nessuno mi sgridasse o mi mettesse fretta di finire o ancora mi assillasse per pulire quello che (forse) poi avrei sporcato cucinando.
Ho imparato davvero tanto in questo modo (oltre che essermi comprata diversi libri e riviste di cucina come dicevo io!).
Per questa ricetta ho inparato a fare la besciamella amalgamando gli ingredienti nel modo giusto e con i tempi giusti. Che da bambina mi veniva sempre paltosa e con i grumi, per niente invitante! La tranquillità e la calma nel fare un piatto permettono di trasmettere ad esso tutto l'amore per la cucina :-D
Ho imparato a tagliare a fette uniformi le patate e ho imparato che non serve a niente alzare la fiamma del forno sperando che il piatto venga pronto prima! Ci vuole il tempo giusto e la temperatura giusta, o il piatto servito sarà immangiabile e buruciato. Bleah!
Ho imparato a tagliare le cipolle senza piangere e ho imparato a capire quali tipi di ortaggi preferisco: le verdure acerbe, tendenti al verde, nel senso di acerbo, sono sempre acide e pizzicanti.
Quindi posso dire che ad oggi preparo e ripreparo questo piatto ad occhi chiusi, ricordo la ricetta a memoria. Ma ugualmente apro il libro delle ricette e me lo tengo a fianco guardandolo ogni tanto con un mezzo sorrisino ^_^
Anche ieri sera l'ho ripreparata, e anche ieri sera me ne sono sbafata metà porzione, finché non ero decisamente soddisfatta e stufa del gusto. Oltre che avere decisamente la pancia che scoppiava! :-p :-p :-p

Guardate che bel colore dorato ha la besciamella, e dovevate sentire che profumo!















Gongolo sempre ogni volta che lo preparo e che mi riesce! E ovviamente non ne avanza mai.
Sono felice anche perché a discapito dei non insegnamenti ricevuti (qualche che sia il motivo o la causa) sono riuscita da sola ad imparare e a migliorare (ma ne devo fare ancora di strada per arrivare al top!) e i risultati me li godo appieno ^_^

Vabbeh, vi ho raccontato più che a sufficienza in questo post.
Solo un'ultima cosa e vi lascio in pace :-p


Con questa ricetta partecipo al contest Il piatto della tua memoria del blog Profumo di broccoli.













Buon week end a tutti,
Sara

mercoledì 2 settembre 2015

Mini Wellington

Questa ricetta invece l'ho presa dal blog di Grazia, A tavola con Mammazan, post Mini Wellington.
Confesso che ancora adesso non so cosa sia il piatto che si chiama Wellington, ma questi fagottini di carne ricoperti di sfoglia erano così carini.....
Non mi sono venuti proprio proprio uguali a quelli di Grazia, ma non mi posso lamentare del risultato!
A differenza di Grazia, io non ho usato il filetto di maiale ma ho usato dei bocconcini di maiale che avevo congelati (tanto il filetto era da tagliare a pezzi.... :-p e poi se non li facevo li avrei tenuti congelati all'infinito......) .
Ho invece seguito il suo consiglio di usare il prosciutto cotto al posto di quello crudo della ricetta originale che già lei aveva modificato.





















Ingredienti
  • 500 g di filetto di maiale (io bocconcini di maiale)
  • 3 cipolle rosse di media grandezza
  • 2-3 cucchiai di olio extravergine di oliva
  • 30 g di burro
  • 3 cucchiai di brandy (io marsala all'uovo)
  • 100 g di prosciutto crudo (io prociutto cotto)
  • 1 confezione di pasta sfoglia fresca
  • sale rosa dell’Himalaya
  • peperoncino in polvere
  • latte, per spennellare la sfoglia


Preparazione

Per prima cosa tagliare a pazzi regolari il filetto (io avevo i bocconcini già tagliati :-p).












Rosolare i bocconcini in poco olio extravergine di oliva a fiamma viva e da tutti i lati regolando sale e peperoncino.
Poi farli raffreddare.












Tritare grossolanamente le cipolle.












Poi farle appassire nella stessa poentola dei bocconcini aggiungendo il burro e sfumando col brandy (io con il marsala) e regolando sale e peperoncino.












Farle intiepidire un momento, poi metterle in un mixer e frullarle finché non diventano una crema.












Quando tutto è a temperatura ambiente, procedere all'assemblamento dei fagottini.

Con un coppapasta rotondo di misura apportuna tagliare dei dischi di pasta sfoglia (che diventeranno i contenitori dei fagottini).
Su metà dei dischi fare un'incisione a croce con un coltello a punta.

Poi prendere una fetta di prosciutto, versarvi sopra della cipolla in crema, poi al centro della crema appoggiare un bocconcino e infine ricoprire il tutto con altra crema di cipolla.
































Richiudere quindi al fetta di prosciutto su se stessa per avvolgere completamente la crema di cipolla e il bocconcino.












Prendere il fagottino e posizionarlo su un disco di sfoglia (senza incisione!), coprirlo con un altro disco di sfoglia (stavolta con l'incisione) e chiudere i bordi con le mani.
A mano a mano che si completano i fagottini metterli in una teglia ricoperta di carta da forno.












Spennellare i fagottini con del latte.












Infornare quindi a 180°C per una ventina di minuti.
O finché la sfoglia non risulta gonfia e dorata.
Nel mio caso c'è voluta una mezz'ora abbondante.

Far raffreddare, impiattare, servire e gustare!!!




























Sono qualcosa di strepitoso!
La carne di maiale non è facilissima da cucinare, nel senso che è facile stracuocerla e farla diventare una scarpa vecchia.... ma in questo caso è stata una buona scelta usare i bocconcini già fatti.
E la salsa cremosa (e buonissima!) contribuisce molto ad ammorbidire il tutto.
Come si dice: croccante fuori (la sfoglia) e morbido dentro (crema di cipolle e bocconcini)!
Un classico sempre vincente ^_^

Con questa ricetta partecipo al contest Mare o montagna? del blog Batuffolando per la categoria secondi piatti di terra (carni, uova, formaggi, funghi).














Ciao Ciao,
Sara